Casa post Covid: com’è cambiato il concetto di abitazione nel 2020

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Durante questo periodo particolare che ci ha costretti in casa per diversi mesi, si è riscoperta l’importanza di avere una casa accogliente e con gli spazi opportunamente distribuiti. C’è chi avrebbe voluto avere un piccolo spazio all’aperto, chi una cucina più spaziosa o chi avrebbe preferito avere una stanza in più per poter lavorare in tranquillità.
La parola chiave della nuova casa post Covid è multifunzionalità. L’obiettivo è quello di sfruttare e riconfigurare ogni spazio al meglio.

Casa post Covid: La cucina

Durante il lockdown la cucina è stata una delle stanze più utilizzate. Ci siamo improvvisati cuochi, sperimentando piatti ricercati, e pizzaioli, non sapendo rinunciare alla nostra amata pizza. Le nostre abitudini sono cambiate e con loro anche il concetto di cucina.

Quali saranno le caratteristiche principali di questa stanza post-Covid?

L’idea di open-space, da sempre apprezzata e scelta da chi vuole dare un tocco di modernità alla propria abitazione, dovrà essere abbandonata a favore di un locale dedicato esclusivamente alla cucina. Non ci sarà più un tutt’uno tra la zona pranzo e la zona living ed il motivo è semplice: essendo separato dal resto della casa, sarà più veloce e facile da igienizzare. Inoltre, così facendo la stanza rimarrà protetta igienicamente dall’accesso di troppe persone durante la presenza di ospiti.
Di tendenza è l’uso di pannelli divisori scorrevoli, realizzati in vetro trasparente o con decori colorati, così da mantenere l’effetto di apertura visiva e non rendere la stanza cupa.

Casa post Covid: com'è cambiato il concetto di abitazione nel 2020

Casa post Covid: La zona ufficio

Durante il lockdown siamo stati costretti a lavorare da casa e sembra che la situazione non cambierà molto presto. C’è chi ha dovuto lavorare con in casa bambini piccoli, chi si è dovuto occupare di aiutare i figli con la scuola, chi ha dovuto condividere gli spazi lavorativi con altri familiari. Ci si è dovuti adeguare, senza magari ottenere il risultato sperato e non riuscendo a dare il massimo sul lavoro. L’ideale sarebbe ricavare uno spazio da adibire unicamente allo smartworking, dove potersi concentrare e lavorare in totale tranquillità.

Le caratteristiche principali che devono avere queste stanze-ufficio in una casa post Covid sono:

• Luminosità. La stanza dovrà essere ben illuminata e preferibilmente, se possibile, con luce naturale per il benessere psico-fisico.
• Presenza di finestre. È importante mantenere il luogo di lavoro ben arieggiato, soprattutto ora nel periodo estivo.
Uso di colori tenui e rilassanti.
• Benessere. È importante che siano presenti una sedia ergonomica, un tavolo dedicato e una lampada, il tutto per agevolare il comfort dato che si devono passare molte ore seduti davanti al computer.
• Una connessione internet valida, che possa supportare contemporaneamente il nostro lavoro e di chi è in casa con noi.

Nei mesi scorsi fare scorta di cibo per evitare lunghe file e affollamenti nei supermercati è stato un punto fondamentale. Ma dove conservare tutta la spesa? Caratteristica fondamentale sarà quindi la presenza di pensili più capienti e ampi spazi da dedicare a dispense, frigoriferi e freezer.
Inoltre, essendo diventata un’abitudine lavorare da casa, sarebbe opportuno realizzare una piccola zona break dove prepararsi il caffè e fare uno spuntino veloce, proprio come se si fosse in ufficio. È molto utile cambiare stanza durante la pausa e non consumare lo snack seduti davanti al computer.

Casa post Covid: com'è cambiato il concetto di abitazione nel 2020

Casa post Covid: Spazi esterni

Il balcone è diventato un po’ il simbolo di questo lockdown. Vi sono state appese bandiere e striscioni con la scritta “Andrà tutto bene”, sono stati usati come luogo di ritrovo tra vicini di casa o per cantare tutti insieme durante i vari flash mob.

Avere uno spazio all’aperto o addirittura un giardino in questi mesi ha fatto al differenza. È stato un toccasana per tutta la famiglia: i bambini hanno potuto giocare e divertirsi all’aria aperta mentre i più grandi si sono rilassati su una sdraio immaginando di essere al mare ad abbronzarsi. E per chi ha il pollice verde è stato un ottimo spazio per crearsi un orto o un piccolo vivaio dove coltivare le piante e i fiori di stagione.

Forse mai come in questo momento ci si è resi conto di quanto un balcone, un terrazzo o un giardino siano davvero fondamentali. Sono diventati la nostra oasi di pace in un mondo che non riconosciamo più. Questi spazi esterni diventeranno fondamentali e prioritari in ogni nuova abitazione.

Casa post Covid: L’ingresso

L’ingresso è sempre stato quello spazio che viene usato unicamente per appoggiare le chiavi appena rientrati in casa e per lasciare l’ombrello bagnato dopo una giornata di pioggia.

Oggi invece è diventato fondamentale: è il luogo in cui ci si toglie le scarpe, le mascherine, i guanti, la borsa e tutti quegli indumenti che sono entrati in contatto con l’esterno. Sarebbe buona cosa avere un ripostiglio all’ingresso con dei raccoglitori specifici dove lasciare questi elementi e, soprattutto, un piccolo lavandino dove igienizzare le mani.

Casa post Covid: com'è cambiato il concetto di abitazione nel 2020

Le superfici

Mai come ora la casa post Covid dovrà essere un luogo sicuro per la salute di chi vi abita. Gli ambienti dovranno essere facilmente e frequentemente sanificabili. Non tutti i materiali, però, sono idonei a questa pratica. Uno studio pubblicato sul The New England journal of Medicine del 16 Aprile ha analizzato i tempi di permanenza e le capacità infettive dei virus SARS-CoV-2 e SARS-CoV-1 su diverse superfici a temperatura ambiente, concentrandosi in particolar modo su rame, cartone, acciaio inox e plastica.

Il rame ed il cartone risultano essere gli elementi meno ospitali per il virus: l’abbattimento completo dell’infettività avviene dopo 4 ore per il primo materiale e dopo 24 ore per il secondo.
Sulle superfici di plastica e acciaio inox il risultato è differente: il completo azzeramento dell’infettività avviene dopo 72 ore per la plastica e dopo 48 ore per l’altro materiale.

Da questo studio si può dedurre che i materiali migliori da utilizzare nella realizzazione di pavimenti e rivestimenti in una casa post Covid sono il gres porcellanato, le resine e tutti quei materiali che resistono ai trattamenti igienizzanti. Sono perciò assolutamente da evitare il marmo e il legno che se sottoposti a vapori e prodotti sanificanti si deteriorano.

Le tecnologie domotiche

Per ridurre ulteriormente il contatto con le superfici, ci si sta improntando sulla realizzazione di case post Covid smart, ricche di dispositivi intelligenti attivabili con un semplice click dallo smartphone. Scopri di cosa si tratta nell’articolo Smart Home: le tecnologie domotiche del 2020”.

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